Ciclo Mestruale Irregolare o Assente? Ecco cosa fare quando la causa è la Tiroide

da | 26 Feb 2019

Sei alla ricerca disperata della causa e soprattutto della soluzione della tua Amenorrea o dei tuoi cicli mestruali mooolto irregolari?

Hai mai pensato che possa esserci lo zampino della tua tiroide?

Beh, se non ci hai mai pensato, te lo dico io adesso.

Personalmente darei molta più importanza e attenzione a questa magica ghiandolina, più di quanta gliene diamo in generale.

Non importa se hai già ricevuto una diagnosi come PCOS o Amenorrea Ipotalamica o se i risultati delle tue analisi sembrano normali.

Penserei ancora alla tiroide.

Perché?

Perché l’ipotiroidismo è una delle cause più comuni di cicli irregolari, molto più comune di quanto pensiamo!

In questo articolo ti spiegherò perché la tiroide gioca un ruolo molto importante nella tua salute mestruale, perché le analisi del sangue standard spesso mentono, e quali sono i migliori consigli da seguire per ridurre al minimo i sintomi da ipotiroidismo.

L’articolo che stai per leggere è lungo e richiede un po’ di concentrazione per comprendere al meglio tutti i concetti, per cui ti consiglio di prenderti un po’ di tempo e procedere con calma.

Se però vai di fretta e vuoi saltare la parte più teorica e passare subito alle soluzioni, qua sotto trovi un indice degli argomenti trattati: ti basta cliccare su quelli che preferisci.

In più, trovi anche uno SCHEMA PRATICO PASSO PASSO per scoprire se hai o meno problemi di ipotiroidismo.

Indice:

Partiamo dalle basi: che cos’è la tiroide?

La Tiroide è una ghiandola tuttofare a forma di farfalla posizionata nella parte anteriore della gola.

La mission della tiroide?

Produrre due importantissimi ormoni tiroidei: la Tiroxina (T4) e la Triiodotironina (T3).

T3 è la forma attiva dell’ormone tiroideo, viene rilasciata in quantità molto piccole e si può ottenere a partire dalla forma inattiva T4 che si converte in T3, a seconda delle esigenze dell’organismo.

In particolare la loro produzione avviene solo dopo aver ricevuto l’OK dal grande capo TSH, Ormone Tireostimolante prodotto dall’Ipofisi (anche lei una ghiandola tuttofare situata nel nostro cervello).

Tranquilla non inizierò una noiosa lezione di anatomia sulla tiroide.

È sufficiente sapere che questa ghiandola ha bisogno di due importanti aiutanti per produrre i suoi ormoni:

  • IODIO: un minerale contenuto, ad esempio, nel sale marino (quello iodato), nel pesce, nelle alghe e in molti frutti di mare (non a caso ci sono 4 atomi di Iodio per ogni molecola di T4 e 3 atomi di Iodio per ogni molecola di T3).
  • TIROSINA: un aminoacido che il nostro corpo è in grado di sintetizzare a partire da un altro aminoacido essenziale, la fenilalanina, contenuto negli alimenti proteici come carne, uova, pesce e legumi.

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Cosa fanno di tanto speciale questi ormoni tiroidei?

Te lo spiego subito.

Considera gli ormoni tiroidei come il pulsante di accensione di ogni singola cellula.

Le loro funzioni sono davvero innumerevoli, ed elencarle tutte non è l’obiettivo di questo articolo.

Ti basti sapere che sono dei naturali brucia grassi e regolano la sintesi proteica.

Sono inoltre essenziali per tutte le attività metaboliche, tra cui digestione, disintossicazione e ovulazione ottimali.

Quali sono i disturbi alla Tiroide più comuni?

I più comuni disturbi alla Tiroide sono IPOTIROIDISMO e IPERTIROIDISMO.

Nel primo caso la Tiroide non produce sufficienti quantità di ormoni tiroidei, nel secondo invece la Tiroide è iperattiva e ne produce troppi. 

Ma arriviamo al dunque: come i disturbi alla Tiroide influenzano il tuo Ciclo Mestruale?

Il disturbo che più comunemente influenza la tua ovulazione e causa cicli irregolari è l’Ipotiroidismo.

Ecco come:

  • STIMOLA IL RILASCIO DI PROLATTINA. La prolattina, come abbiamo visto nell’articolo sull’Amenorrea, inibisce l’ovulazione.
  • PEGGIORA L’INSULINO-RESISTENZA. Questo aumenta il rischio di andare incontro alla Sindrome dell’Ovaio Policistico o PCOS
  • RUBA ALLE TUE OVAIE L’ENERGIA CELLULARE (ATP) di cui hanno bisogno per ovulare, provocando cicli anovulatori e bassi livelli di progesterone.
  • COMPROMETTE UN METABOLISMO OTTIMALE DEGLI ESTROGENI, provocando una dominanza estrogenica nel tuo corpo.
  • DIMINUISCE LA QUANTITÀ DI FATTORI DELLA COAGULAZIONE in circolo, causando flussi abbondanti.
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Piccola parentesi sull'Energia Cellulare

L’energia cellulare (ATP) è l’energia che le tue cellule usano per fare TUTTO.

E da chi viene prodotta?

Da organelli cellulari chiamati mitocondri.

E indovina un po’? Richiede una quantità sufficiente di ormoni tiroidei per essere prodotta.

In poche parole: energia cellulare, mitocondri e ormoni tiroidei sono essenziali per le tue ovaie.

E perché?

Perché le tue ovaie hanno un gran bel lavoro da fare!

La loro missione è quella di far arrivare un follicolo ovarico (uovo) in salute per 100 giorni fino all’ovulazione, per poi avere ancora sufficiente energia per far crescere un corpo luteo di 4 cm in un solo giorno e produrre fiumi di progesterone (ne parliamo nel nostro articolo sulle 4 fasi del ciclo mestruale)!

Non credi che tutto questo lavorone richieda molta ma mooooolta energia e altrettanti ormoni tiroidei?

Ecco spiegata l’importanza di quella magica farfalla nella tua salute mestruale.

Come faccio a sapere se ho l’Ipotiroidismo?

Tieni bene a mente che l’ipotiroidismo colpisce almeno una donna su dieci.

E, ahimè, viene spesso trascurato poiché è difficile da diagnosticare con un’analisi sanguigna standard.

Che cosa intendo per analisi sanguigna standard?

Andiamolo a vedere più in dettaglio.

Il test standard usato per diagnosticare un disturbo alla tiroide consiste nel misurare i livelli sanguigni dell’ormone TSH.

In particolare livelli ALTI di TSH come risultato della tua analisi sanguigna, dimostrano che la tua tiroide non sta producendo sufficienti quantità di ormoni tiroidei. Il che si traduce in ipotiroidismo.

Ti spiego il perché in poche righe:

  • Quando la Tiroide produce quantità sufficienti di ormoni tiroidei (T3 e T4), comunica all’Ipofisi di rilasciare meno ormone TSH.
  • Al contrario quando la Tiroide non produce quantità sufficienti di ormoni tiroidei, dà il comando all’Ipofisi di rilasciare più TSH.

Se vogliamo fare un po’ le scienziate si tratta di un meccanismo a feedback negativo (rimasugli del miei 5 anni di studio di Farmacia).

Non fa una piega, giusto?

In realtà non è poi così semplice quanto sembra
(ti pareva!)

Andiamo a vedere i “MA”…

Innanzitutto qual è di preciso questo “valore alto” di TSH che dimostra la presenza di ipotiroidismo?

Ecco, diciamo che qui si apre un mare di controversie nel mondo scientifico.

Per convenzione in Italia si considerano alti i valori di TSH superiori a 3.5 μU/L (che possono variare da laboratorio a laboratorio).

Ciò significa che solo se i tuoi livelli di TSH superano questo valore puoi ricevere una cura per il tuo ipotiroidismo.

In realtà non si tratta di una vera e propria cura in quanto non guarisce il disturbo, bensì di una terapia sostitutiva che sostituisce, appunto, gli ormoni tiroidei che la tua tiroide non è in grado di produrre da sola.

Ma su questo ci torniamo tra un po’.

Parlavamo delle controversie… A cosa sono dovute?

Ci sono medici che considerano questi valori di riferimento troppo bassi.

Ritengono quindi che troppe persone vengono etichettate come “affette da ipotiroidismo”, anche laddove la somministrazione dei farmaci non è necessaria (per gli effetti collaterali che ne conseguono).

Altri medici la pensano esattamente all’opposto (ti pareva! di nuovo), cioè che il valore massimo di TSH dovrebbe essere abbassato ancora di più a circa 2-2.5 μU/L.

Ad essere sincera, nelle mie ricerche personali ho trovato diversi studi americani che ribadiscono quest’ultima ipotesi, dovuta al fatto che le ricerche dimostrano che la maggior parte dei giovani adulti che NON presentano disturbi alla tiroide ha un valore di TSH compreso tra 0.4 e 2.5 μU/L.

Considerando quello che interessa a noi in questo articolo, e cioè la tua salute mestruale…

Altri studi hanno dimostrato che mantenere un livello di TSH al di sotto dei 2.5 μU/L è associato a migliori condizioni di fertilità e parto ed anche a migliori risultati nel ciclo mestruale.

“Ok Viki, ricapitolando ho capito che se i miei valori di TSH sono più o meno al di sotto di 3 μU/L allora significa che la mia Tiroide è in perfetta forma.” 

Mi dirai giustamente tu.

Vorrei anche io fosse così semplice ma in realtà c’è un altro problema da considerare…

Ora te lo spiego subito.

Innanzitutto misurare solo i valori di TSH per monitorare la funzionalità della tiroide non ha molto senso.

E perché?

Perché il TSH è non è un ormone tiroideo, bensì è un ormone prodotto dall’ipofisi (come già detto) e può essere influenzato da tantissimi fattori.

Infatti i tuoi livelli di TSH potrebbero essere soppressi da fattori come stress e infiammazione cronica, quindi valori anomali di TSH in circolo non rappresentano necessariamente l’incapacità della tiroide di rispondere alla sua stimolazione con la produzione degli ormoni tiroidei.

In parole povere potresti presentare livelli di TSH “normali” ma comunque essere affetta da ipotiroidismo.

Quindi anche se i tuoi valori di TSH sono ok, ti consiglio di procedere comunque con un altro test.

Test FT3 e FT4

Il tuo medico potrebbe decidere di aggiungere al test del TSH anche quello per misurare i livelli di FT3 e FT4 (F sta per “free”), cioè le frazioni degli ormoni tiroidei che circolano nel sangue libere e non legate alle proteine di trasporto (quindi in grado di legarsi ai recettori e svolgere la loro funzione).

Se i livelli di FT3 e FT4 risultano bassi, ma il tuo TSH risulta normale, questo potrebbe suggerire al tuo medico la diagnosi di un ipotiroidismo raro chiamato Ipotiroidismo Centrale.

In particolare ecco i range (come sempre indicativi!) a cui fare riferimento per questo tipo di analisi:

  • Valori ottimali di FT4: 15-23 pmol/L (range standard 9-23 pmol/L)
  • Valori ottimali di FT3: 5-7 pmol/L (range standard 3-8 pmol/L)

N.B.: potrebbe anche capitare che tu abbia dei valori di FT4 normali, e solo FT3 bassi. In questo caso è probabile che il tuo corpo faccia difficoltà nel convertire T4 in T3.

Ma non finisce qui!

Nel caso in cui sia i livelli di TSH sia quelli di FT3 e FT4 risultano normali, potresti ancora essere soggetta a sintomi da ipotiroidismo.

Test rT3

In questo caso è fondamentale che tu conosca il valore dei tuoi livelli di rT3 (Reverse T3).

Giuro che stavolta è l’ultimo della lista davvero!

Non starò qui a spiegarti la struttura chimica e il meccanismo d’azione di questo ormone.

Ti basti sapere che questo ormone è normalmente inattivo ed un suo eccesso provoca sintomi di ipotiroidismo.

In particolare ecco i valori di riferimento:

Range ottimale rT3: 11-18 ng/dl (range standard 11-21).

Un valore alto di rT3 indica che probabilmente il tuo corpo sta usando troppo T4 per formare T3 inverso, causando quindi insufficienti quantità di T3 libero che le tue cellule usano per produrre energia.

Oppure valori alti di rT3 possono indicare che i tuoi sintomi da ipotiroidismo sono dovuti a stress a livello delle ghiandole surrenali, invece che a un malfunzionamento o autoimmunità della tiroide.

Questo perché l’ormone rT3 viene prodotto in situazioni di stress e si lega ai recettori della tiroide disattivandoli anziché attivandoli.

A questo punto forse vorresti mandarmi a quel paese perché anziché averci capito qualcosa, ti senti più confusa di prima.

Tranquilla, è tutto normale e va bene così!

Andiamo avanti e cerchiamo di chiarirci meglio le idee.

Come la penso io in tutto questo mare di controversie?

Penso innanzitutto che ogni medico dovrebbe trattare il proprio paziente come PERSONA individuale e non trattare i risultati di un’analisi di laboratorio.

Siamo esseri umani, non macchine fatte con lo stampino!

Quindi il mio consiglio è di ascoltare anche il tuo corpo e i tuoi SINTOMI.

Quali sono i sintomi più comuni di ipotiroidismo?

Eccoli qui:

  • stanchezza e affaticamento
  • cicli irregolari
  • flusso mestruale abbondante
  • problemi di fertilità
  • perdita di capelli
  • pelle secca
  • talloni screpolati
  • ritenzione liquida
  • alti livelli di colesterolo in un’analisi del sangue
  • sensazione di freddo perenne
  • problemi digestivi, compresa la SIBO (dall’inglese Small Intestinal Bacterial Growth), cioè la Sindrome da contaminazione batterica dell’intestino tenue
  • mente annebbiata
  • depressione

N.B. Fino al 20% dei casi di depressione può essere dovuto a un disturbo tiroideo non diagnosticato.

So già che stai pensando che molti di questi sintomi possono essere comuni a moltissimi altri disturbi.

È vero.

Ad esempio stanchezza e affaticamento possono essere il risultato di una carenza di ferro o di disturbi del sonno

Ma se pensi di soffrire della maggior parte di questi sintomi, e soprattutto hai una storia di disfunzioni tiroidee nella tua famiglia, allora chiedi al tuo medico di prescriverti un altro test più specifico per la tiroide che misura i dosaggi ematici degli autoanticorpi tiroidei.

“Che diavolo sono questi autoanticorpi ora?!”

Sono prodotti dal tuo stesso sistema immunitario, che percepisce la tua tiroide come un nemico esterno da attaccare attraverso questi stessi autoanticorpi.

Si tratta di una risposta difensiva del tuo sistema immunitario che ovviamente è in tilt e non si rende conto di attaccare il tuo stesso corpo.

In questi casi si parla di malattia autoimmune.

Questo tipo di test è ideale per identificare disfunzioni tiroidee di tipo autoimmune, anche quando i risultati del test per il TSH risulta normale.

E com’è possibile?

Pensa che questi autoanticorpi possono essere rilevati per decenni prima di poter individuare cambiamenti nei livelli sanguigni degli ormoni tiroidei.

Incredibile, vero?

Senza entrare troppo nei dettagli, voglio accennare al fatto che il tuo corpo è in grado di produrre diversi tipi di autoanticorpi tiroidei, a seconda della malattia autoimmune in corso.

Gli autoanticorpi sono:

  • Anticorpi anti-tireoglobulina: valore standard < 20 UI/mL , ottimale < 2
  • Anticorpi anti-tireoperossidasi: valore standard < 35 UI/mL, ottimale < 2

→ Che risultano più comunemente positivi nel test per la malattia autoimmune di Hashimoto, che in molti casi giustifica i sintomi di ipotiroidismo (anche quando i valori di TSH sono normali).

  • Anticorpi anti-recettore del TSH: valori < 1,75 UI/L

→ che nel 90% dei casi risultano positivi nel test per l’ipertiroidismo autoimmune di Graves-Basedow.

So che sono troppe informazioni tutte insieme, ma rileggi pure questa parte con calma, e procedi per gradi.

In ogni caso ti abbiamo preparato uno schema con gli STEP da seguire nelle tue analisi sanguigne.

Vedrai che così riuscirai ad arrivare alla radice del problema!

Ipotiroidismo: come si cura?

Arriviamo alla parte che probabilmente ti interessa di più.

Come si tratta l’Ipotiroidismo?

Come ti ho già accennato sopra, non esiste una vera e propria cura in grado di guarire l’ipotiroidismo.

Il trattamento convenzionale è una terapia sostitutiva, nel senso che si va a sostituire l’ormone naturale presente in quantità insufficienti con un ormone sintetico che ha la stessa struttura.

Si tratta della Levotiroxina sodica (conosciuta meglio come Eutirox), che sostituisce l’ormone T4 che la tua tiroide non è in grado di produrre, garantendo al tuo TSH di tornare a dei livelli normali.

Per la maggior parte di voi, questa cura sarà sufficiente per migliorare i vostri sintomi, ma per altre, ahimè, non lo sarà.

Si è visto, infatti, che fino al 10% di pazienti che assumono la Levotiroxina continuano ad avere sintomi, nonostante i loro livelli di TSH risultino normali.

Se ciò che ho appena detto sta succedendo proprio a te, chiedi al tuo medico di provare a prescriverti una terapia combinata di T3 e T4 sintetici.

T3 è la forma attiva del T4, che fornisce l’energia ai tuoi mitocondri e al tuo organismo (ricordi?), e ci sono sempre più evidenze scientifiche che dimostrano che è effettivamente la forma dell’ormone tiroideo migliore per trattare i sintomi.

Sempre più medici sono propensi a prescriverla.

Un’alternativa può essere anche la somministrazione di Tiroide secca, un’altra terapia sostitutiva, che contiene tutti gli ormoni tiroidei prodotti dal maiale (quindi contiene naturalmente gli ormoni T3 e T4).

Sì…hai letto bene!

E perché proprio il maiale?

Perché dal punto di vista immunologico è molto “vicino” all’uomo e i suoi ormoni tiroidei sono molto simili a quelli dell’uomo.

La cosa curiosa è che questa terapia è stata utilizzata per più di cento anni come terapia esclusiva per il trattamento dell’ipotiroidismo fino a quando, negli anni 50, fu soppiantata dalla Levotiroxina sintetica T4 formulata da diverse aziende farmaceutiche.

“E come mai sta spuntando fuori di nuovo?”

Giustamente ti chiederai.

Perché si è scoperto che molte persone trattate esclusivamente con T4 sintetico, non riescono a convertirlo in T3 (che è la forma attiva), continuando a manifestare sintomi di ipotiroidismo, per il fatto che continuano ad avere una quantità inadeguata di T3 in circolo.

Il fatto che la tiroide secca contenga naturalmente entrambi gli ormoni T3 e T4, la rende efficace anche in queste persone.

Uno studio clinico del 2013 ha dimostrato che la tiroide secca è effettivamente sicura ed è la terapia di scelta della maggior parte dei pazienti.

Questo vorrebbe dire che la Tiroide secca è la terapia migliore in caso di Ipotiroidismo?

Come avrai capito non amo fare generalizzazioni.

La mia risposta è “dipende”.

Ripeto, non siamo robot fatti con lo stampino.

Ogni risposta terapeutica è individuale.

Quindi ti consiglio di ascoltare il tuo corpo e le sue risposte alla tua terapia in corso.

E nel caso in cui tu non veda dei miglioramenti, parla con il tuo medico di terapie alternative.

Nel frattempo io posso guidarti nello scoprire quali sono la dieta e lo stile di vita ideali per ridurre al minimo i sintomi da ipotiroidismo.

Ipotiroidismo: Dieta e Stile di Vita

Vediamo insieme i punti chiave che ti possono aiutare davvero a migliorare i sintomi dell’Ipotiroidismo.

1. Correggi la tua Permeabilità Intestinale

Hai mai sentito parlare della “Sindrome dell’intestino permeabile (o gocciolante)”?

Tranquilla non voglio inondarti di informazioni infinite, per questo non entrerò nei dettagli ora.

Per ora ti basti sapere che in questa condizione il tuo intestino diventa proprio come un rubinetto guasto che perde acqua, gocciolante appunto.

Si formano cioè delle fessure nella parete intestinale, e questo dà il via libera all’entrata nel circolo sanguigno di tossine, batteri e proteine non digerite del cibo (che in presenza di una parete intestinale “normale” non riescono a passare).

Tutte queste sostanze ovviamente vengono percepite dal tuo corpo come una minaccia.

E quali sono le conseguenze?

Una risposta immunitaria esagerata, che non fa altro che peggiorare la tua disfunzione tiroidea di tipo autoimmune.

I fattori scatenanti sono diversi: stress, eccessivo consumo di alcol e/o cibi infiammatori come glutine, infezioni, antibiotici, pillola anticoncezionale, ecc…

Abbiamo realizzato un ebook al riguardo, per il momento rilasciato in maniera inedita solo alle partecipanti di un convegno a Settembre. Ma resta connessa, perché presto sarà disponibile per tutte!

2. Evita il Glutine

La migliore soluzione naturale in caso di ipotiroidismo è quella di ridurre il più possibile l’autoimmunità del tuo corpo attraverso l’eliminazione di cibi infiammatori, specialmente di glutine.

“Cosa c’entrerà mai ora il glutine?!”

Molti studi dimostrano che la sensibilità al glutine o ancora peggio la celiachia (allergia al 100 %) possono provocare seri disturbi all’intestino come la Sindrome dell’intestino permeabile (non te la sei già dimenticata, vero?).

Non a caso si è visto che persone celiache sono molto più propense ad avere anche la tiroidite di Hashimoto.

Una dieta priva di glutine si è dimostrata in grado di ridurre gli autoanticorpi tiroidei e di migliorare la funzione tiroidea in pazienti affetti da celiachia.

Vale la pena tentare, no?

3. Mangia più grassi buoni

(la dieta a basso contenuto di grassi è fuori moda, dai!)

Chiariamo una volta per tutte questa cosa.

Le famose diete “da fame” e a basso contenuto di grassi scombinano completamente la funzionalità della tua tiroide e i tuoi livelli di Leptina (l’ormone della fame).

Tutti, ma soprattutto noi donne, abbiamo bisogno di adeguati livelli di grassi e colesterolo per formare pregnenolone, il nostro ormone “madre”.

È a partire da questo che produciamo tutti i nostri ormoni sessuali, in particolare progesterone, che è essenziale affinché la nostra tiroide funzioni in maniera ottimale.

E pensa un po’…chi gioca un ruolo fondamentale per formare pregnenolone a partire dal colesterolo?

I nostri ormoni tiroidei!

Se la tua faccia è tipo così ora:

vai tranquilla, ora ricapitoliamo.

Considera il tutto come un circolo:

Quindi questo circolo può essere Virtuoso se abbiamo sufficienti ormoni tiroidei in circolo.

Ma si può trasformare nel classico “cane che si morde la coda” se la quantità di ormoni tiroidei in circolo diminuisce.

Una diminuzione del progesterone dovuta a questo circolo può condurre a un difetto di fase luteale ed estrogeno-dominanza.

E tutto questo a sua volta è correlato a:

  • Mancanza di ovulazione
  • Problemi di fertilità
  • Fibroidi
  • Endometriosi
  • PCOS
  • E chi più ne ha più ne metta!

Sei ancora convinta che una “low fat diet” faccia bene?

4. Riduci il consumo di cibi goitrogenici

“Goitro… che???”

Tranquilla, non siamo a scuola e non ti chiederò di ripetertela in testa finché non la impari a memoria!

La parola in sé deriva dall’inglese “goiter” che significa gozzo.

Gli alimenti goitrogenici infatti sono in grado di sopprimere la funzione tiroidea e di interferire con l’assorbimento di Iodio da parte della tiroide.

Questa, in carenza di Iodio e quindi di ormoni tiroidei, si ingrossa come fenomeno di compensazione, provocando il cosiddetto gozzo.

Quali sono questi cibi goitrogenici?

Comprende tutta la famiglia delle verdure Brassicaceae: pensa a cavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, ma anche senape, ravanelli, rape ecc.

“Ma come, questi non erano cibi salutari?”

In generale sì!

Il problema si crea nel momento in cui soffri di ipotiroidismo, perché molto probabilmente i tuoi livelli di Iodio sono già bassi, e l’assunzione di questi cibi peggiorerebbe solo la situazione.

“Quindi significa che devo eliminarli completamente dalla mia dieta?”

Non proprio.

Cerca di limitarne il consumo a massimo 2-3 volte a settimana.

Inoltre cuoci queste verdure a vapore, in modo da diminuire il loro effetto goitrogenico di circa un terzo, mantenendo però intatti i loro nutrienti (che si perdono molto di più con la bollitura).

Questo vale anche nel caso in cui ti sia accorta di avere gli stessi sintomi da ipotiroidismo (nonostante non te lo abbiano diagnosticato), che peggiorano in concomitanza con il consumo di questi cibi.

5. Smettila di ucciderti di attività fisica

“Ma come, fare attività fisica non faceva bene alla salute??”

Certo!

Ma il troppo stroppia

(ed io l’ho sperimentato sulla mia pelle quando ero ossessionata con l’andare in palestra tutti i giorni!).

Quando pensi di fare del bene al tuo corpo passando ore in palestra ogni giorno, in realtà il corpo percepisce questo eccessivo lavoro come un segnale di stress o pericolo.

E quando le tue ghiandole surrenali percepiscono il segnale “PERICOLO!” rispondono automaticamente con il rilascio di fiumi di cortisolo (l’ormone dello stress).

Con quali conseguenze?

Questi fiumi di cortisolo inibiscono la produzione dei tuoi preziosi ormoni tiroidei.

E paradossalmente, questo alla fine può portarti ad avere l’effetto opposto a quello che speravi: ti risulta difficile perdere peso o addirittura ingrassi, visto il ruolo degli ormoni tiroidei nel metabolismo (arrrggghh!).

6. Considera davvero di esporti il minimo possibile a sostanze chimiche

Rimarresti a bocca aperta se sapessi a quante sostanze chimiche sei esposta nella tua vita ogni giorno.

E quali sono queste sostanze?

Vediamone un po’ insieme.

Comprendono i composti chimici clorurati come i PCB (policlorobifenili), le diossine e i ritardanti di fiamma, a cui si aggiungono anche gli xenoestrogeni come BPA (bisfenolo A) e ftalati.

Ok lo ammetto, ho voluto fare la secchiona della situazione tirando fuori questi gran nomi che riesco a ricordare a malapena anche io.

La triste verità è, però, che queste sostanze tossiche inondano ormai la nostra vita quotidiana senza che neanche ce ne accorgiamo.

Sono una minaccia reale per la nostra salute.

E come agiscono?

Si legano alle cellule del nostro sistema immunitario ed endocrino, così come anche al tessuto delicato della nostra tiroide, danneggiando la loro funzionalità.

Evitare completamente l’esposizione a queste sostanze è praticamente impossibile.

Però come ho scritto nel titolo sopra, devi cercare di ridurre l’esposizione più che puoi.

Qualche esempio per ridurre l’esposizione alle sostanze chimiche sopra citate?
  • Usa un filtro per l’acqua (in doccia, in cucina o nell’intera casa)
  • Bevi acqua in bottiglie di vetro (la plastica rilascia xenoestrogeni!)
  • Usa il più possibile prodotti naturali per il tuo corpo e per pulire la casa.

Ma non finisce qui.

Le radiazioni e i campi elettromagnetici infatti non sono da meno.

Per non parlare dei metalli pesanti.

I più studiati che danneggiano la tiroide sono mercurio, cadmio e piombo.

E come la danneggiano?

In svariati modi:

  • interferiscono con l’assorbimento di iodio a livello della tiroide,
  • compromettono la conversione di T4 in T3,
  • bloccano l’unione degli ormoni tiroidei ai propri recettori.

E tutto questo avviene a nostra insaputa!

Ma andiamo avanti.

7. Identifica e curati dal Virus di Epstein-Barr

Il virus de che??

Si tratta di un virus appartenente alla famiglia degli Herpesvirus, la stessa di varicella, fuoco di S. Antonio e di quel simpaticissimo herpes labiale che spunta sempre nei momenti meno opportuni.

L’infezione più comune ad esso correlata è la mononucleosi infettiva acuta.

È un virus molto comune, considera che circa il 90-95% della popolazione ne è venuta a contatto almeno una volta nella vita.

Ma la cosa positiva è che rimane dormiente nella maggior parte di noi.

Cioè pur essendo stati infettati dal virus, il nostro organismo sviluppa anticorpi specifici contro di esso, senza mai accusare alcun sintomo di infezione.

“Ok, interessante. Ma che diavolo c’entra con l’ipotiroidismo?”

Ora ci arrivo.

Si è visto che le infezioni potrebbero giocare un ruolo importante nelle disfunzioni tiroidee autoimmuni.

In particolare, il virus di Epstein-Barr è stato identificato come possibile causa della tiroidite cronica di Hashimoto.

Quindi se il virus dormiente si riattiva, potrebbe essere la causa che scatena o peggiora la tua disfunzione tiroidea.

Hai visto quante cose sono correlate tra loro nel nostro corpo?

E noi neanche ce ne rendiamo conto.

E qual è la migliore soluzione per evitare di riattivare questo simpatico virus?

Quella di supportare il tuo sistema immunitario con cure naturali anti-virali come zinco, selenio e vitamina D3.

Si è visto che le migliori forme di zinco sono zinco picolinato e zinco citrato, assunti direttamente dopo il pasto (lo zinco può causarti nausea se assunto a stomaco vuoto!).

Studi scientifici dimostrano che è sicuro assumere 30 mg al giorno di Zinco a lungo termine (o fino a 80 mg a corto termine).

Non assumere il dosaggio di 80 mg al giorno di zinco per più di tre mesi (senza il consultare un professionista), perchè può renderti carente di Rame.

In particolare si è visto anche che una carenza di vitamina D inibisce la produzione dell’ormone T3.

Quindi non sottovalutarla!

Livelli adeguati di vitamina D sono fondamentali per infiniti processi che avvengono nel nostro corpo.

“E come faccio a sapere se sono carente di vitamina D?”

Basta fare un semplice esame del sangue specifico.

La cosa migliore da fare?

Esponiti con braccia e gambe nude al sole per almeno 20 minuti al giorno.

E se come me, che vivo nella grigia Inghilterra, non hai la possibilità di farlo, prendi un integratore di vitamina D3 (circa 2000 IU al giorno).

Non sarà piacevole come stare al sole (non dirlo a me che sono una lucertola!), ma potrebbe rivoluzionare totalmente la tua vita se una carenza di vitamina D è alla radice del tuo problema.

Tentar non nuoce ?

Ottimo! Siamo quasi alla fine di questo lunghissssimo articolo.

Voglio ora darti qualche dritta su integratori e rimedi naturali da utilizzare in caso di Ipotiroidismo.

Ipotiroidismo: Integratori e Rimedi Naturali

Ashwagandha (Withania somnifera o Ginseng indiano)

È una pianta molto usata in fitoterapia, dalle proprietà adattogene, consigliata anche nel caso di Amenorrea Ipotalamica e di Perimenopausa.

COME FUNZIONA:

  • stimola la produzione degli ormoni tiroidei
  • riduce l’infiammazione
  • stabilizza l’HPA (Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene), cioè il coordinatore centrale dei sistemi di risposta neuroendocrina allo stress

COS’ALTRO DEVI SAPERE:

La quantità esatta da assumere dipende dalla concentrazione della formulazione del tuo integratore, quindi segui le indicazioni scritte sul contenitore.

La dose da assumere può variare dai 300 ai 3000 mg.

Puoi assumerla anche in combinazione con altre sostanze adattogene (spesso contenute nella stessa formulazione), come la Rhodiola.

Ti consiglio di assumerla per almeno tre mesi, per notare al meglio i suoi effetti.

Selenio

È il nutriente chiave per la tua salute tiroidea.

COME FUNZIONA:

  • Aumenta i livelli di Glutatione, un antiossidante prodotto dal tuo corpo che mantiene il tuo sistema immunitario sotto controllo
  • Riduce l’infiammazione e i livelli di autoanticorpi tiroidei
  • Contribuisce all’attivazione di T3 a partire da T4

COS’ALTRO DEVI SAPERE:

La dose terapeutica da assumere varia dai 100 ai 150 mcg al giorno.

Attenzione però!

Dosi maggiori possono essere tossiche, quindi per favore fai attenzione a non assumere più di 200 mcg al giorno, considerando tutte le fonti, compresi cibi ad alto contenuto di selenio come le noci del Brasile

(3 noci del Brasile al giorno sono sufficienti per assumere la dose raccomandata di Selenio).

Iodio

Il suo uso è molto discutibile nelle disfunzioni tiroidee.

Perché?
Come abbiamo visto, la tua tiroide ha bisogno di Iodio per produrre gli ormoni tiroidei.

E la carenza di Iodio è la causa primaria di disfunzioni tiroidee in alcune parti del mondo.

Lo è anche nei Paesi occidentali?

NO.

In questo caso è l’autoimmunità che colpisce la tua tiroide ad essere la causa principale.

E purtroppo, un eccessivo consumo di Iodio può causare o peggiorare le tiroiditi autoimmuni.

Quindi, qual è la cosa giusta da fare?

Nel caso in cui tu non abbia autoanticorpi tiroidei che segnalano una tiroidite autoimmune, allora puoi provare ad assumere una piccola quantità di Iodio, e valutare se questo aiuta effettivamente a migliorare la funzionalità della tua tiroide.

Se invece sai già di avere una tiroidite autoimmune, allora NON dovresti assumere Iodio per la tua tiroide, peggiorerebbe solo la situazione.

CONSIGLIO: L’indolenzimento al seno può essere un segno di carenza di Iodio (segnale da considerare, oltre agli esami in laboratorio!)

COME FUNZIONA:

Lo Iodio è una parte essenziale degli ormoni tiroidei.

È anche fondamentale per garantire un metabolismo ottimale degli estrogeni e stabilizzare i recettori estrogenici a livello delle ovaie, promuovendo un’ovulazione in salute.

(Per questo rappresenta anche la soluzione principale per trattare i sintomi dati da una dominanza di estrogeni, come dolore al seno e durante l’ovulazione, cisti ovariche e PMS. Ma non andiamo fuori tema!)

COS’ALTRO DEVI SAPERE:
In medicina naturale non esiste un argomento più discutibile del dosaggio di Iodio da assumere (che confusione!).

Le linee guida in Italia suggeriscono di assumere 150 mcg di Iodio al giorno.

Gli esperti consigliano di non assumere più di 500 mcg al giorno, quantità che potrebbero essere la causa scatenante di disfunzioni tiroidee autoimmuni.

E ritengono che dosi maggiori di 225 mcg (0.25 mg) al giorno NON sono sicure per donne in gravidanza.

IN CHE FORMA ASSUMERLO?
La maniera più semplice di assumere Iodio è attraverso la tua dieta.

Quali alimenti ne contengono maggiori quantità?

  • sale iodato (400 mcg per cucchiaino)
  • pesce (10-190 mcg per 100 g)
  • burro biologico
  • funghi e verdura a foglia verde (ma solo se coltivate in terreni ricchi di Iodio)
  • alghe (non particolarmente consigliabili in questo caso però, perché contengono anche bromina, che compromette l’assorbimento dello Iodio).

Puoi anche considerare l’idea di assumere un integratore di Iodio.

Quali sono le forme più comuni?

Potassio Ioduro (KI) e Iodio molecolare (I2).

Rispetto al KI, lo I2 viene assorbito più lentamente a livello della tiroide e più velocemente nel tessuto mammario, il che lo rende la forma più sicura per la tiroide e migliore per trattare i dolori al seno.

CONSIGLIO: assumi lo Iodio in combinazione con un integratore di Selenio, che ha il compito di proteggere la tiroide.

Per concludere vorrei ribadire il fatto che le disfunzioni tiroidee sono un argomento moooolto complesso.

E discuterne in maniera approfondita andrebbe al di là dello scopo di questo articolo.

Quindi se vuoi consigli più dettagliati, prendi in considerazione l’opzione di chiedere un aiuto Medico Professionale.

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Vittoria Andreani

Vittoria Andreani

Me in 3 parole: Curiosa. Intraprendente. Un vulcano di Energia. Amo sperimentare quante più cose possibili. Se potessi vorrei avere 1000 vite per essere una ginnasta, un’insegnante di yoga, una personal trainer, una life coach e chi più ne ha più ne metta.

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Fonti

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  • Chen S, Zhou X, Zhu H, Yang H, Gong F, Wang L, et al. Preconception TSH and pregnancy outcomes: a population-based cohort study in 184 611 women. Clin Endocrinol (Oxf). 2017 Jun;86(6):816-824. PubMed PMID: 28295470
  • Wiersinga WM. Paradigm shifts in thyroid hormone replacement therapies for hypothyroidism. Nat Rev Endocrinol. 2014 Mar;10(3):164-74. PubMed PMID: 24419358
  • Wartofsky L. Combination L-T3 and L-T4 therapy for hypothyroidism. Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes. 2013 Oct;20(5):460-6. PubMed PMID: 23974776
  • Hoang TD, Olsen CH, Mai VQ, Clyde PW, Shakir MK. Desiccated thyroid extract compared with levothyroxine in the treatment of hypothyroidism: a randomized, double-blind, crossover study. J Clin Endocrinol Metab. 2013 May;98(5):1982-90. PubMed PMID: 23539727
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4 Commenti

  1. Lisa

    Vi ho scoperto da poco e adoro i vostri articoli!
    Sono una biotecnologa e apprezzo veramente tanto l’approccio scientifico che avete, nonché la capacità di spiegare cose così complesse in maniera molto semplice.
    Complimenti!

    Rispondi
    • Conosci Te Stessa

      Grazie mille Lisa, ci fa sempre superpiacere ricevere feedback da professionisti come te!
      Per noi è davvero importante riuscire a divulgare queste informazioni nella maniera più semplice possibile affinché tutte riusciamo a conoscere al meglio noi stesse.
      Grazie ancora 🙂

      Rispondi
  2. Marina

    Il tuo articolo mi ha aperto un mondo. Ho scoperto di avere una tiroide di hashimoto, grazie alla mi caparbietà. Dopo un periodo di forte depressione dovuto alla perdita dellamia secondabimba al quinto mese di gravidanza. Ho riprovato ad avere una nuova gravidanza che però tardava a venire così leggendo su internet ho consultato un endocrinologo che ha riscontrato valori degli anticorpi tiroidei alti. Da un anno sono in cura con tirosint 0.25 ed effettuo controlli periodici. Ho avuto anche una terza gravidanza che si è fermata a 9 settimane. I sintomi che hai descritto nel tuo articolo li condivido in pieno. Ho sempre sensazioni di freddo, il seno indolensito,colon sempre infiammato, stanchezza e talvolta depressione…. seguirò i tuoi consigli e continuerò a credere ad una quarta gravidanza che mi regali il mio arcobaleno. Grazie

    Rispondi
    • Conosci Te Stessa

      Grazie Marina per la tua Condivisione, molto toccante.
      Non mollare e affidati sempre a professionisti. Ti auguriamo il meglio <3

      Rispondi

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